Hunger Games (The Hunger Games) è un romanzo fantascientifico[1] distopico per ragazzi scritto da Suzanne Collins. Il primo libro della trilogia degli Hunger Games è stato originariamente pubblicato in edizione rilegata il 14 settembre 2008 da Scholastic[2]. In Italia è uscito il 20 agosto 2009, edito da Mondadori. Il secondo libro della serie, La ragazza di fuoco, è stato pubblicato in Italia il 2 novembre 2010[3]. Il terzo e ultimo romanzo, Il canto della rivolta, uscito negli Stati Uniti il 24 agosto 2010[4], è stato pubblicato in Italia il 15 maggio 2012.

Il romanzo è ambientato in un Nord America post apocalittico. Protagonista è la sedicenne Katniss Everdeen, che vive nella nazione di Panem, divisa in distretti e governata da un regime totalitario con sede a Capitol City. In seguito ad un passato tentativo di rivolta, ogni anno da ciascun distretto vengono scelti un ragazzo e una ragazza per partecipare agli Hunger Games: un combattimento mortale trasmesso in televisione. La Collins ha dichiarato che l’idea per Hunger Games è stata conseguenza di un momento di zapping televisivo e che il servizio di suo padre nella guerra del Vietnam l’ha aiutata a comprendere le emozioni derivanti dalla paura di perdere una persona amata.

Il romanzo, negli Stati Uniti, è stato pubblicato successivamente in formato tascabile e in audiobook, con la lettura di Carolyn McCormick. Inizialmente previsto con una tiratura di 200.000 copie, è stato per due volte promosso con altre 50.000 copie. Il romanzo è stato tradotto in 26 diverse lingue e i diritti di pubblicazione del medesimo sono stati venduti in più di 40 nazioni.

Il romanzo è stato ben accolto da vari critici e autori; Stephen King ne ha apprezzato l’efficace suspense, paragonando ai videogiochi arcade la sensazione di dipendenza che crea, ma ha criticato la pigrizia dell’autrice nella costruzione dell’usuale triangolo amoroso e in diversi aspetti della trama, sostenendo che un adulto non possa soprassedervi quanto un ragazzo[2]. I critici hanno apprezzato l’azione e l’avventura, pur lamentandosi dell’inespresso potenziale allegorico del romanzo.